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Attenzione! Il seguente articolo contiene immagini cruente. 

Sia la morte di Gheddafi che quella di Osama Bin Laden sono state accompagnate dal proliferare su internet di clamorosi fotomontaggi. Il fenomeno non poteva che essere oggetto di analisi di questo blog. Perchè vengono prodotti questi fotomontaggi? Potrebbe trattarsi semplicemente di uno scherzo alquanto cinico, o il modo più veloce per fare qualche soldo con una immagine molto richiesta, oppure la convinzione di qualche redattore che una tale notizia non possa uscire senza un’ immagine a corredo, anche quando non esiste. In ultimo si potrebbe ipotizzare che le immagini servano a dare credito ad un evento costruito, mai avvenuto nei termini in cui viene presentato, ma forse in questo caso si sarebbe investito un pò di più nella qualità dei fotomontaggi. Qui sotto ho riportato un’ immagine di Gheddafi subito smascherata dagli analisti del Web (che io invidio molto per la velocità d’azione). Notate i capelli semitrasparenti sulla parte destra del collo (per chi guarda la foto) e l’incoerente illuminazione del viso rispetto alla luce che investe la mano. Il volto riceve luce dal lato destro (per chi osserva la foto) e dall’alto, mentre la mano è illuminata unicamente da un flash e leggermente dal basso, come si evince dall’osservazione dell’originale.

Fotomontaggio.

Confronto con l'originale.

La fotografia del miliziano morto, riportata qui sopra a destra, è stata scaricata da techden.info/index.php/exclusive-real-osama-bin-laden-dead-photo-photos-of-dead-osama-bin-laden/ e viene presentata come parte di una documentazione fatta nell’edificio in cui è stato ucciso Osama Bin laden e riporta infatti la data impressa “02 may 11”. Il volto di Gheddafi sembra invece prelevato da una sequenza di scatti eseguiti durante la visita in Italia del 2009 di cui riporto un fotogramma qui sotto a destra. Su Internet si trova la stessa comparazione ma con maschere bianche che coprono occhi e bocca.

Sul volto di Gheddafi-fotomontaggio sono stati probabilmente innestati gli occhi del miliziano, con qualche piccola modifica e adattamento, e le macchie di sangue sulla bocca. Per il resto, nonostante la bassissima definizione, vi è buona corrispondenza con il Gheddafi originale del 2009, a destra, in cui la direzione della luce e le ombre prodotte sui rilievi della pelle del collo e della guancia sembrano dare sufficiente conferma. Anche se non fosse stato usato proprio quel fotogramma, molto probabilmente è stato usato uno scatto eseguito nello stesso luogo e durante lo stesso evento.

Una strana coincidenza: nel seguente fotomontaggio di Bin Laden è stato usato il corpo dello stesso miliziano, raffigurato in un altro fotogramma della stessa sequenza dalla quale è stato prelevato il corpo per il fotomontaggio di Gheddafi. Ci sono alcuni elementi corrispondenti come la forma della macchia di sangue sul pavimento (ciò che rimane dopo la sovrapposizione di un’ampia ombra), la forma della mano sul petto, e alcune pieghe del vestito. Sono state fatte molte aggiunte, la definizione è bassissima, ma le corrispondenze non possono essere un caso.

Ma ora passiamo ad un’altra fotografia pubblicata subito dopo la morte di Gheddafi. Il corpo è adagiato su una barella, si vedono bene la parte sinistra del volto, l’orecchio e parte del busto. La persona raffigurata assomiglia molto a Mu’ammar Gheddafi, anche se sembra più giovane, ha anche il pizzo e i baffi nello stile che eravamo abituati a vedere nelle sue apparizioni pubbliche.

Su Internet si discute molto sull’autenticità di questo scatto, alcuni sostengono che si tratta in verità di Ali Majid al Andalus, un sosia di Gheddafi detto “Ahmid”. Se così fosse, saremmo di fronte ad un fulgido esempio di “false o errate informazioni correlate”, in cui l’inganno o l’errore si concretizza fornendo un’ identità diversa del soggetto, ma senza fotomontaggi. Chi ha eseguito lo scatto, è bene precisarlo, è totalmente escluso da sospetti o accuse, e nessuno mette in dubbio la buona fede di un fotografo che ha semplicemente ripreso un soggetto presentato come Gheddafi, fornendo inoltre particolari interessanti per stabilire la verità.

Pare che il leader libico si avvalesse di alcuni sosia. Leggenda o realtà? Uno di questi compare su Internet e lo riporto qui sotto, benchè sia esplicitamente specificato che non si tratta di “Ahmid”.

Dino Brugioni, l’analista della C.I.A. autore del libro “Photofakery”, descrive alcuni accorgimenti usati per impedire che un sosia sia smascherato: nelle fotografie ufficiali indossa spesso colletti alti, occhiali, cappelli, per nascondere o dissimulare paricolari identificativi. Il resto lo fa l’abbigliamento tipico del personaggio da imitare, il modo di comportasi, lo stesso colore e taglio di capelli, e tutto il contorno cerimoniale di accompagnatori, guardie del corpo, ecc.

La fotografia del cadavere di Gheddafi mi permette di trattare l’argomento delle comparazioni fisionomiche e di come l’orecchio umano possa servire ad identificare una persona se si riesce a fare un confronto con fotografie dello stesso soggetto, in cui si vede bene lo stesso orecchio. In ambiente giudiziario questa tecnica è ben nota, infatti nei cartellini foto-segnaletici, oltre alle impronte digitali e palmari, compare il volto ripreso frontalmente e il profilo destro, non solo per documentare la forma della fronte, del naso e del mento, ma anche per fissare la forma e le caratteristiche dell’orecchio, ottimo indice di identità. E’ bene precisare che l’orecchio umano con il passare degli anni tende a crescere (anche del 20%) o meglio a “cadere” ed estendersi verso il basso, come altre parti del volto. Ma la forma rimane uguale. Una persona che in giovane età ha un elice quadrangolare (il bordo superiore dell’orecchio), non può crescendo sviluppare un elice rotondeggiante, salvo incidenti o interventi di chirurgia. Di seguito ho ingrandito e raddrizzato l’immagine in argomento in cui l’orecchio ha una definizione sufficiente per tentare il confronto con fotografie ufficiali del profilo sinistro di Gheddafi.

Il primo limite è costituito dal fatto che la ripresa non è perfettamente ortogonale e bisogna considerare un minimo grado di deformazione prospettica della forma dell’orecchio, inoltre la definizione della fotografia scaricata da Internet non è sicuramente quella originale, benchè raggiunga i 4 MB circa. Il secondo problema è costituita dal fatto che il leader libico era solito portare i capelli lunghi o un copricapo che nascondevano quasi interamente l’orecchio. Non è per niente facile reperire fotografie recenti che raffigurino l’orecchio sinistro di Gheddafi, ma una sua immagine del 1969 in bianco e nero di modesta risoluzione, sembra offrire qualche base per un confronto. La riporto qui sotto.

Ora osservate il confronto tra l’orecchio tratto dalla fotografia ufficiale del 1969 e quello del cadavere. Non sembrano coincidere: nella fotografia del 1969 l’antelice appare danneggiato con caratteristiche a mio avviso rare e molto identificative. Ma occorre non farsi troppe illusioni di aver risolto il caso, perchè altre immagini “ufficiali” di Gheddafi non evidenziano le stesse caratteristiche.

In alto Gheddafi nel 1969, più in basso il presunto cadavere.

La faccenda si complica ulteriormente perchè ho trovato su Internet un altro fotogramma eseguito sicuramente nella stessa circostanza (coincidono infatti vari particolare dell’ambiente e della folla) ma misteriosamente datato 1972 (tratto da http://www.20minutes.fr/monde/diaporama-1730-photo-687844-mouammar-kadhafi-fin-dictature). Questo scatto ha un contrasto dal sapore artefatto e vagamente propagandistico, con segni sospetti di manipolazione in alcuni punti, ma la cosa che mi ha colpito di più è che contiene un orecchio dall’antelice apparentemente integro…

Anche altri scatti storici mostrano un orecchio con l’antelice integro.

Con il presidente egiziano Nasser.

Un comizio del 1973.

A questo punto potete ben capire i limiti di un confronto basato su immagini scaricate da Internet, quando non si hanno dati certi sull’origine e si lavora con file a bassa definizione. L’errore o l’inganno sono sempre in agguato. La fotografia del cadavere è verosimilmente uno scatto non alterato, il problema è che alcuni mettono in dubbio l’identità del soggetto, quindi, per un confronto fisionomico convincente, in primis, si dovrebbe accedere alla sequenza di scatti originale eseguita sul cadavere. Non dimentichiamo che la salma è stata esposta e avvicinata da molte persone e fotografata, presumo, non solo con cellulari ma anche con vere macchine fotografiche di qualità superiore. Occorrono immagini ad alta definizione con un minimo di garanzia di autenticità, file originali, qualche informazione sull’autore, nessun ritaglio o alterazione, possibilmente inserite in una sequenza di scatti eseguita dallo stesso fotografo e con la stessa fotocamera. Inoltre la salma è stata a disposizione delle autorità libiche e normalmente viene fatta almeno una ricognizione cadaverica, se non una vera e propria autopsia, in cui il personale sanitario di solito esegue una documentazione fotografica. Il secondo passo è quello di reperire da fonti affidabili, agenzie di stampa, archivi privati o agenzie di stock, fotografie recenti del leader libico, originali ad alta definizione, in cui ovviamente sia ben visibile il volto e l’orecchio sinistro (anche il destro, se fosse reperibile un buon profilo destro del cadavere). Muammar Gheddafi è stato leader politico per più di 40 anni ed è stato fotografato migliaia di volte. In mancanza di fotografie recenti, che sarebbero l’optimum, anche sequenze di scatti più datati potrebbero fornire interessanti elementi di confronto. Penso ad esempio alla visita che il leader libico fece nel 1973 al presidente francese Georges Pompidou, di cui riporto uno scatto che evidenzia un Gheddafi dai capelli corti, molto probabilmente fotografato in quell’occasione molte volte e anche di profilo. Per ora le mie ricerche nell’archivio Getty Images hanno dato esito negativo, ma sono certo che da qualche parte esistono fotografie utili al confronto.

Mu'ammar Gheddafi a Parigi nel 1973.

Il caso è ancora aperto e sarebbe interessante dirimere almeno la questione dell’orecchio sinistro. Se si riuscisse a reperire altre immagini del cadavere visto frontalmente, di buona qualità, si potrebbe tentare anche un confronto fisionomico usando punti fissi del volto. Chi volesse aggiungere informazioni sull’argomento, la mia mail è presente nella sezione contatti.

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